Classe A 19 agosto

Il 13 giugno l’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea. Il motivo di tale condanna è l’inadempienza nel recepimento della Direttiva europea 2002/91/CE, la quale detta regole sul rendimento energetico e l’obbligo della certificazione (con classe da A a G).

Nonostante ciò, la realtà è sempre la stessa. Legambiente infatti, grazie all’indagine “Tutti in classe A”, ha potuto dimostrare che ci sono regole inadeguate in molte Regioni, con controlli sulle certificazioni pressoché nulli. Le uniche Regioni da premiare potrebbero essere Piemonte, Trentino e Lombardia.

L’indagine termografica di Legambiente è stata effettuata su oltre 500 edifici in 47 città italiane: edifici residenziali, scuole, uffici costruiti nel dopoguerra e altri più moderni. Il controllo ha riguardato anche le prestazioni degli edifici già certificati in Classe A, quelli ristrutturati ed alcuni realizzati dopo il 2000, cioè quando sono state adottate le Direttive Europee in tema di risparmio energetico ed isolamento.

Il recepimento delle Direttive Europee potrebbe essere una buona occasione per sostenere l’edilizia, al momento in crisi, e per riqualificare il patrimonio edilizio e, di conseguenza, le città.

Come si può ragionevolmente pensare, l’innovazione ambientale è il modo più utile e stimolante per far uscire dalla recessione il settore immobiliare ed edilizio: ovvio è il sostegno che può dare all’occupazione ed all’economia.