Antisismico 7 novembre

La Commissione Ambiente della Camera ha approvato un emendamento al ddl di Stabilità 2015, il quale conferma la possibilità di utilizzare l’ecobonus del 65% per gli interventi di messa in sicurezza antisismica, al momento non previsto dalla manovra, per l’intero 2015.
Come comunicato dal Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, saranno inoltre presentati ulteriori emendamenti alla Commissione Bilancio, che hanno lo scopo di ampliare lo strumento della detrazione fiscale alla bonifica dall’amianto.
Il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Leopoldo Freyrie, ha affermato, con grande entusiasmo, che è una norma che “salverà molte vite umane e che rappresenta senza dubbio alcuno una battaglia di civiltà”, e che rilancerà “un settore in forte crisi come quello dell’edilizia, per il quale gli ecobonus possono rappresentare  un volano e rilanciare un comparto che fra tutti è quello che più di altri ha pagato e paga gli effetti della recessione”.

Anche l’Unione delle Industrie delle Costruzioni Metalliche, dell’Involucro e dei serramenti (UNICMI) e Ingegneria Sismica Italiana (ISI) erano intervenute sulla questione chiedendo alla Commissione Ambiente di presentare l’emendamento. Tale richiesta però era finalizzata ad assicurare “uno spazio temporale di almeno un triennio ai cittadini, agli amministratori di condominio e alle industrie, per accedere ai bonus sismica”, sottolineando che lo stesso DL ecobonus (Legge 90/2013) prevede per gli interventi di miglioramento e adeguamento antisismico l’adozione di “incentivi selettivi e di carattere strutturale” ma per un lungo periodo e non certo per un solo anno, al fine di intensificare la politica di prevenzione contro il rischio sismico.

Le due associazioni sottolineavano infatti che per accedere agli incentivi per interventi di natura antisismica, le attività tecniche sono più complesse di quelle richieste per altri interventi edilizi agevolati da bonus (riqualificazione energetica, ristrutturazioni e acquisto di mobili), ovvero:

  • determinazione della ‘classificazione sismica’ nello stato attuale del fabbricato;
  • progettazione degli interventi antisismici;
  • determinazione della nuova ‘classificazione sismica’ che tenga conto degli interventi antisismici progettati;
  • realizzazione degli interventi antisismici.

UNICMI e ISI evidenziavano inoltre che tale agevolazione finora è rimasta praticamente inutilizzata, a causa della mancanza di una circolare applicativa, e che quindi non ha dato alcun beneficio sia in termini di sicurezza dai rischi sismici di una quota rilevante del patrimonio immobiliare italiano sia di ricadute economiche per le imprese produttrici di dispositivi antisismici.